La trama popolare della democrazia italiana

I grandi processi di liberazione

“Bisogna convincersi che per la politica è estremamente importante tutto ciò che sta al di sotto del potere e dell’ordinamento politico. (…) Sono in gioco grandi processi di liberazione espressi nella forte spinta (…) verso l’espansione dell’area della dignità degli uomini e dei popoli. Possono sfuggirci dettagli, ma non ci sfuggirà l’insieme, che del resto è tanto chiaro, tanto evidente ai conservatori, che non mancano di apprestare rapidamente le loro robuste difese. Non si può negare che questo sia il tratto caratteristico dell’epoca in cui viviamo, che colpi formidabili siano stati già dati a molteplici cristallizzazioni del potere, ad insostenibili diseguaglianze sociali, a condizioni subordinate che erano prima accettate come una fatalità e contro le quali si è acceso ormai un incendio divoratore. E così molte altre cose saranno cancellate con qualche turbamento e rischio, ma con ragioni di fondo che sarebbe non solo ingiustizia, ma anche follia non riconoscere e secondare.”
(Aldo Moro, Intervento al XII congresso della DC, Roma 9 giugno 1973)

Generale

Moro: uno dei padri della nostra società

Questo blog riporta prevalentemente “frammenti” da testi e discorsi di Aldo Moro, ma anche, ogni tanto, interpretazioni e testimonianze sul versante della memoria che esiste nel nostro Paese circa la figura politica e umana dello statista. Anche da fonti imprevedibili. Come la band rock livornese “Virginiana Miller”, che nel suo ultimo album, “Venga il Regno”, dedica un brano ad Aldo Moro. Ecco cosa dice Simone Lenzi, il cantante della band, in una intervista su Repubblica.
“Sono personalmente convinto che in quella vicenda ci siamo giocati il futuro del Paese. Che se non ci fosse stato il rapimento Moro, con quell’epilogo atroce, il Paese oggi oggi sarebbe diverso. Avremmo anche una sinistra diversa, con idee più chiare e moderne, consolidate in una pratica di governo più rodata negli anni. Credo che se ti interessa il presente, ed è di questo che in fondo si parla, tu non possa non farti delle domande su quel che fu in gioco allora. Gli anni di piombo congelarono il Paese in una morsa asfittica: adesso paghiamo il conto della nostra arretratezza. Nel video la canzone è dedicata ai Padri. Moro fu uno di questi padri di cui la nostra società è tragicamente orfana e di cui pure c’è ancora un disperato bisogno”.

L’Italia nella dimensione internazionale

L’Europa nel Mediterraneo

“(…) Proprio su questo tema (la crisi del Vicino Oriente) anche per l’assidua sollecitazione italiana, si è rivolta in passato l’attenzione, quasi che essa sentisse, con crescente consapevolezza, che il suo stesso destino è legato al destino di questa area, e perciò nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa o nel Mediterraneo, poiché l’Europa intera è nel Mediterraneo.”
(Aldo Moro, Discorso al Senato, 6 dicembre 1973)

La trama popolare della democrazia italiana

La disarmonia tra società civile e società politica

“C’è una sproporzione, una disarmonia, una incoerenza tra società civile, ricca di molteplici espressioni ed articolazioni, e società politica, tra l’insieme delle esigenze, nel loro modo naturale ed immediato di manifestarsi, ed il sistema apprestato per farvi fronte e soddisfarle. Le aspirazioni dei cittadini emergono e si affermano più velocemente che il formarsi delle risorse economiche e il perfezionarsi degli strumenti legislativi. Antiche ingiustizie non sono state ancora riparate. Non è solo debole ed intermittente la nostra economia, ma è discontinua, nel suo stesso impetuoso fiorire, la vita sociale; stanca la vita politica, sintesi inadeguata e talvolta persino impotente dell’insieme economico–sociale del paese. Non dico tutto questo per scoraggiare, ma invece perché si moltiplichino le energie e si applichi la più tesa attenzione, non su di un punto solo, ma su tutti, dovunque, insomma, c’è qualche cosa che non va o un’istituzione che non riesce ad assolvere puntualmente il proprio compito.”

(Aldo Moro, Dichiarazioni programmatiche del suo quarto governo, 2 dicembre 1974)

L’Italia nella dimensione internazionale

L’Europa politica e sociale

“(…) La prospettiva dell’unione economica e monetaria sarà dunque confermata in tutto il suo determinante significato … Ma proprio perché si tratta di un fatto decisivo, penso che noi dovremmo chiedere che esso abbia il suo naturale complemento in una politica comune di movimento e di progresso, cioè una iniziativa che non si limiti a potenziare la ricchezza dov’è, ma sappia equilibrare e fare giustizia. … Io non dubito che l’Italia, sulla base dell’esperienza, si batterà, e non solo a proprio vantaggio, perché le regioni periferiche e trascurate, nell’intero ambito della comunità allargata, sfuggano finalmente alla legge iniqua della ristretta concentrazione del benessere. E così è da attendere che i ceti più depressi siano sollevati, le parti sociali viste nella loro dignità, la cultura diffusa, la gioventù valorizzata in un libero movimento e contatto, al di là degli antichi confini, una cittadinanza europea, sia pure per una graduale attuazione, riconosciuta (…) ”

(Aldo Moro, Articolo su Il Giorno, 15 ottobre 1972)