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L’Italia nella dimensione internazionale

La politica estera espressione di ciò che il Paese è nel suo insieme

“Contiamo nel mondo e non tanto come potenza o potenza militare, ma come un paese di grande tradizione e cultura e di straordinario sviluppo economico e sociale. E se l’Italia, superando talune interne debolezze ed incertezze, svilupperà ancora di più, secondo il suo genio, la sua capacità creativa, la politica estera del paese conseguirà altri successi, significherà una presenza più incisiva, opererà con crescente influenza nella storia del mondo. Non tutto dunque dipende da chi immagina e realizza la politica internazionale dell’Italia, ma molto risulta da quel che il paese è nel suo insieme. Si tratta perciò di un’opera comune, di un impegno di tutti.”
(Aldo Moro, Replica alla Camera dei Deputati, 22 ottobre 1969)

L’Italia nella dimensione internazionale

La sensibilità degli italiani per i diritti umani

“Il nostro popolo non è mai insensibile quando siano rivendicati i diritti della persona umana di fronte ad una gestione autoritaria della vita sociale. Esso sa che le azioni contro intellettuali, scienziati ed artisti, colpevoli solo di avere espresso opinioni non gradite e non accettate, sono contrarie ai fondamentali principi di convivenza ed insieme rallentano il progresso di quegli Stati nei quali si riscontra una paralizzante intransigenza ideologica. E’ sulla base di questa convinzione che il Governo italiano ha registrato con ansia e con sorpresa, considerato il momento internazionale, le misure repressive nei confronti degli intellettuali del dissenso.”
(Aldo Moro, intervento nel corso del dibattito sulle manifestazioni di dissenso in URSS – 27 settembre 1973, “Il Popolo” 28 settembre 1973)

L’Italia nella dimensione internazionale

Il credito internazionale dell’Italia

“Quando si va all’estero e si stabiliscono rapporti con i responsabili politici e la classe dirigente dei vari paesi, il rappresentante dell’Italia è preso da due contrastanti sentimenti. L’uno di preoccupazione per tutto quello che, non fatto o non fatto bene al nostro interno, rischia di riflettersi gravemente sulla nostra immagine e sul nostro prestigio nel mondo. (…) L’altro sentimento, contrastante, in un certo senso, con il primo, è la constatazione del credito di cui gode l’Italia, dell’importanza che hanno ancora nel mondo la sua storia, la sua arte, la sua cultura, la sua economia e la sua capacità creativa. Magari non hanno rilievo cose che noi consideriamo importati, ma altre sentite da coloro con i quali abbiamo rapporti. Ebbene, vi si assumerebbe una grave responsabilità non utilizzando, non utilizzando bene, questo rilevantissimo patrimonio che fa ancora oggi dell’Italia un punto di riferimento della vita internazionale. read more »