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La trama popolare della democrazia italiana

I limiti dell’azione delle forze politiche

“Queste cose nuove certo emergono non senza contrasti, non senza difficoltà, non senza eccessi, non senza momentanei squilibri. Ma è questo il compito della nostra epoca. Il tema dei diritti è centrale nella nostra dialettica politica. Di fronte a questa fioritura la politica deve essere conscia del proprio limite, pronta a piegarsi su questa nuova realtà, che le toglie la rigidezza della ragione di stato, per darle il respiro della ragione dell’uomo”.

(Aldo Moro, intervento al XIII congresso della DC, 20 marzo 1976)

Capacità valori e significati degli italiani

Un equilibrio nuovo

“Siamo consapevoli del fatto che il ritmo di vita in questa epoca è estremamente veloce, che profonde trasformazioni sono in corso in Italia e nel mondo, che si fa strada a fatica, ma in modo ormai irresistibile e ponendo il problema urgente di un equilibrio nuovo, l’idea del valore di tutte le persone, del diritto di tutti i popoli, della giustizia sociale nelle nazionali, della eguale dignità delle nazioni, della loro cooperazione sempre più stretta, di una autorità universale, di una pace emergente, sullo sfondo di una inaccettabile guerra distruttiva della civiltà, come un’appassionata richiesta della coscienza morale dell’umanità. Questa società, che noi dobbiamo rettamente amministrare, con fermezza ed insieme con discrezione e rispetto, cambia dunque sotto i nostri occhi e progredisce, nonostante lacerazioni, compromessi, involuzioni, ciniche forme d’indifferenza, mossa da un’alta e nobile ispirazione morale. E’ l’uomo che qui, come in ogni continente, anche il più remoto e diverso, vale sempre di più, chiede di valere sempre di più, non accetta la miseria, l’ignoranza, la sopraffazione”.

(Aldo Moro, intervento alla Camera dei Deputati, 3 marzo 1966)

La trama popolare della democrazia italiana

I grandi processi di liberazione

“Bisogna convincersi che per la politica è estremamente importante tutto ciò che sta al di sotto del potere e dell’ordinamento politico. (…) Sono in gioco grandi processi di liberazione espressi nella forte spinta (…) verso l’espansione dell’area della dignità degli uomini e dei popoli. Possono sfuggirci dettagli, ma non ci sfuggirà l’insieme, che del resto è tanto chiaro, tanto evidente ai conservatori, che non mancano di apprestare rapidamente le loro robuste difese. Non si può negare che questo sia il tratto caratteristico dell’epoca in cui viviamo, che colpi formidabili siano stati già dati a molteplici cristallizzazioni del potere, ad insostenibili diseguaglianze sociali, a condizioni subordinate che erano prima accettate come una fatalità e contro le quali si è acceso ormai un incendio divoratore. E così molte altre cose saranno cancellate con qualche turbamento e rischio, ma con ragioni di fondo che sarebbe non solo ingiustizia, ma anche follia non riconoscere e secondare.”
(Aldo Moro, Intervento al XII congresso della DC, Roma 9 giugno 1973)

L’Italia nella dimensione internazionale

L’Europa politica e sociale

“(…) La prospettiva dell’unione economica e monetaria sarà dunque confermata in tutto il suo determinante significato … Ma proprio perché si tratta di un fatto decisivo, penso che noi dovremmo chiedere che esso abbia il suo naturale complemento in una politica comune di movimento e di progresso, cioè una iniziativa che non si limiti a potenziare la ricchezza dov’è, ma sappia equilibrare e fare giustizia. … Io non dubito che l’Italia, sulla base dell’esperienza, si batterà, e non solo a proprio vantaggio, perché le regioni periferiche e trascurate, nell’intero ambito della comunità allargata, sfuggano finalmente alla legge iniqua della ristretta concentrazione del benessere. E così è da attendere che i ceti più depressi siano sollevati, le parti sociali viste nella loro dignità, la cultura diffusa, la gioventù valorizzata in un libero movimento e contatto, al di là degli antichi confini, una cittadinanza europea, sia pure per una graduale attuazione, riconosciuta (…) ”

(Aldo Moro, Articolo su Il Giorno, 15 ottobre 1972)

L’Italia nella dimensione internazionale

Dare un contenuto nuovo alla distensione

Ci unisce, malgrado tutto, la nostra storia. Ci unisce un intento di pace al riparo di ogni minaccia alla sicurezza. Ci unisce il bisogno ed il desiderio di cooperazione. La consapevolezza di queste ragioni di unità ha aperto la via alla distensione. Ma l’Italia ha sempre avuto la convinzione che occorre dare allo svolgimento, graduale e non sempre piano, della distensione, un contenuto nuovo e più sostanzioso, al di là delle pur necessarie intese tra governi, vale a dire, l’esaltazione degli ideali di libertà e di giustizia, una sempre più efficace tutela dei diritti umani, un arricchimento dei popoli in forza di una migliore conoscenza reciproca, di più liberi contatti, di una sempre più vasta circolazione delle idee e delle
informazioni.
(Aldo Moro, Discorso alla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, Helsinki,30 luglio 1975)