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L’Italia nella dimensione internazionale

Dare un contenuto nuovo alla distensione

Ci unisce, malgrado tutto, la nostra storia. Ci unisce un intento di pace al riparo di ogni minaccia alla sicurezza. Ci unisce il bisogno ed il desiderio di cooperazione. La consapevolezza di queste ragioni di unità ha aperto la via alla distensione. Ma l’Italia ha sempre avuto la convinzione che occorre dare allo svolgimento, graduale e non sempre piano, della distensione, un contenuto nuovo e più sostanzioso, al di là delle pur necessarie intese tra governi, vale a dire, l’esaltazione degli ideali di libertà e di giustizia, una sempre più efficace tutela dei diritti umani, un arricchimento dei popoli in forza di una migliore conoscenza reciproca, di più liberi contatti, di una sempre più vasta circolazione delle idee e delle
informazioni.
(Aldo Moro, Discorso alla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, Helsinki,30 luglio 1975)

L’Italia nella dimensione internazionale

La politica estera espressione di ciò che il Paese è nel suo insieme

“Contiamo nel mondo e non tanto come potenza o potenza militare, ma come un paese di grande tradizione e cultura e di straordinario sviluppo economico e sociale. E se l’Italia, superando talune interne debolezze ed incertezze, svilupperà ancora di più, secondo il suo genio, la sua capacità creativa, la politica estera del paese conseguirà altri successi, significherà una presenza più incisiva, opererà con crescente influenza nella storia del mondo. Non tutto dunque dipende da chi immagina e realizza la politica internazionale dell’Italia, ma molto risulta da quel che il paese è nel suo insieme. Si tratta perciò di un’opera comune, di un impegno di tutti.”
(Aldo Moro, Replica alla Camera dei Deputati, 22 ottobre 1969)

L’Italia nella dimensione internazionale

Lo spirito costruttivo dell’Italia nelle relazioni internazionali

In questo testo traspare l’attitudine di Moro a interpretare il ruolo dell’Italia nella comunità internazionale come agente e precursore di rapporti di cooperazione e di unione tra popoli vicini, che egli vede come elemento costitutivo di nuove relazioni internazionali.

“La regola aurea della politica estera di altri tempi voleva che i nemici dei nostri vicini fossero nostri amici. Tale regola è oggi sostituita in misura crescente dal principio: i nostri vicini devono essere nostri amici. Si osserva in effetti, con sempre maggiore frequenza ed in tutti i continenti, il costituirsi di stretti legami di cooperazione e di unione fra popoli vicini. (…) read more »

L’Italia nella dimensione internazionale

A fare da sfondo alla politica estera c’è la società italiana

“La politica estera italiana corrisponde agli impulsi e agli stati d’animo della nostra comunità nazionale così come essa si viene configurando in questo tempo di evoluzione umana e sociale. Caratterizzano questa politica l’attenzione, la prudenza, la tensione ideale, atte a salvaguardare i nostri fondamentali interessi di indipendenza e di sicurezza e il bene supremo della pace. E’ quindi presente in essa, in modo più accentuato che in passato, una componente di rigore morale, quella ansiosa ricerca di dignità, di libertà, di uguaglianza, di concordia e di progresso che contrassegna il nostro contesto sociale. Da qui, il rifiuto dell’oppressione dei popoli e fra i popoli, il grave disagio di fronte alla violenza, dovunque e comunque esercitata, il riconoscimento di una società nazionale ed internazionale di eguali, il diritto all’autonomo sviluppo e al progresso. read more »

L’Italia nella dimensione internazionale

Il credito internazionale dell’Italia

“Quando si va all’estero e si stabiliscono rapporti con i responsabili politici e la classe dirigente dei vari paesi, il rappresentante dell’Italia è preso da due contrastanti sentimenti. L’uno di preoccupazione per tutto quello che, non fatto o non fatto bene al nostro interno, rischia di riflettersi gravemente sulla nostra immagine e sul nostro prestigio nel mondo. (…) L’altro sentimento, contrastante, in un certo senso, con il primo, è la constatazione del credito di cui gode l’Italia, dell’importanza che hanno ancora nel mondo la sua storia, la sua arte, la sua cultura, la sua economia e la sua capacità creativa. Magari non hanno rilievo cose che noi consideriamo importati, ma altre sentite da coloro con i quali abbiamo rapporti. Ebbene, vi si assumerebbe una grave responsabilità non utilizzando, non utilizzando bene, questo rilevantissimo patrimonio che fa ancora oggi dell’Italia un punto di riferimento della vita internazionale. read more »